16 Giugno 2026

La giudice sconfessa i pm, riscrive l’accusa e fa triplicare la pena: il caso Adriatici è un manifesto per il No al referendum

Un giudice che sconfessa clamorosamente il pubblico ministero, ordinandogli di riscrivere l’accusa. E non per attenuarla, ma per aggravarla: da omicidio colposo a omicidio volontario. La condanna a 12 anni di Massimo Adriatici, ex assessore leghista di Voghera che uccise con un colpo di pistola per strada il 39enne senza dimora marocchino Youns El Boussetaui,…
24 Febbraio 2026

Un giudice che sconfessa clamorosamente il pubblico ministero, ordinandogli di riscrivere l’accusa. E non per attenuarla, ma per aggravarla: da omicidio colposo a omicidio volontario. La condanna a 12 anni di Massimo Adriatici, ex assessore leghista di Voghera che uccise con un colpo di pistola per strada il 39enne senza dimora marocchino Youns El Boussetaui, è il frutto di una vicenda processuale tutta particolare. Che contraddice in modo emblematico la tesi sostenuta dai fan della separazione delle carriere, secondo cui i magistrati giudicanti si “appiattiscono” sulle richieste eccessive dei colleghi pm. In questo caso, infatti, è accaduto l’esatto contrario: per più di tre anni la Procura di Pavia ha accusato Adriatici di eccesso colposo di legittima difesa, cioè di aver semplicemente esagerato una reazione, di per sè legittima, a uno schiaffo ricevuto da El Boussettaoui. Con questa ipotesi il pm aveva ottenuto dal gip prima l’arresto e poi il rinvio a giudizio dell’ex politico, chiedendo una condanna a tre anni e sei mesi al termine del dibattimento di fronte al Tribunale. In quella sede però una giovane giudice, Valentina Nevoso,