FIRENZE – E dunque, soltanto l’indomani della clamorosa decisione di sollevar già Grosso dall’incarico, la Fiorentina di Commisso e Paratici elegge il successore. Altro che vecchia conoscenza, è una figura recentissima. Perché soltanto tre mesi dopo averlo semplicemente considerato un traghettatore per virar su Grosso, considerato nuovo che avanza e pronto al salto dopo Sassuolo, la dirigenza viola torna sul garantito: torna Paolo Vanoli.
Torna l’ex traghettatore, che nella stagione scorsa risollevò le sorti a novembre per scacciar col passare dei mesi ogni rischio/incubo retrocessione. Vanoli non è certamente un allenatore anni 2000, ma nemmeno la tipica corrente moderna spagnoleggiante. Senz’altro trova una squadra completamente differente, una squadra totalmente rivoluzionata dal mercato di Paratici che ha cambiato due terzi del team, ma almeno può contribuire a restituire ad un gruppo giovane e senza leadership carattere vecchio stampo e cosa significhi effettivamente il DNA fiorentino. Lui, che è stato calciatore e proprio allenatore viola.
Troppo presto? Grosso meritava più tempo? Si poteva far comunque scelta differente piuttosto che ripiegar subito sul ritorno di Vanoli? Sono tanti gli interrogativi che in questo momento alimentano l’incendio della tifoseria fiorentina. Dibattiti e discussioni in città, stessi addetti ai lavori perplessi. A scegliere sia Paratici che Commisso, patron ancora scottato per la figuraccia interna col Frosinone in occasione della festa del Centenario. I due hanno agito d’impulso, Grosso basito e deluso. Adesso tocca ancora a Vanoli.

