CIVITAVECCHIA – Uno dei punti d’arrivo più identitari del litorale del lazio nord è senz’altro la Ficoncella. O meglio, gli spazi acquiferi termali nella periferia di Civitavecchia, facilmente raggiungibili da ogni lato della Tuscia e dell’Etruria, punto di riferimento per laziali ma non solo.
Un luogo tremendamente identitario per i civitavecchiesi. Una tematica a cui sono particolarmente sensibili, specialmente di questi tempi, al centro dei discorsi che attanagliano i bar della città costiera ai giorni d’oggi. Ma perché? Una Ficoncella sorprendentemente chiusa proprio al tramonto dell’estate, proprio in uno dei periodi festivi più importanti, l’ombelico della stagione, i giorni a cavallo di Ferragosto e Ferragosto stesso.
Bene, la Ficoncella è ancora chiusa. Sui social, soprattutto su Facebook, spopola ormai il dissenso del Comitato Ficoncella Libera, che esprime la sua rabbia nei confronti di un’Amministrazione accusata di non dar spiegazioni. Regnerebbe silenzio, dal Pincio.
“Il Comitato Ficoncella Libera e i suoi frequentatori non chiedono miracoli: chiedono semplicemente la riapertura di un luogo di benessere tanto caro ai Civitavecchiesi e non solo. Basta con le promesse, i rinvii e le solite spiegazioni. Se Sindaco e CSP non hanno nulla da nascondere, perché non accogliere il Comitato e confrontarsi faccia a faccia? E soprattutto, basta dare sempre la colpa alla ASL. Il paese è piccolo e le cose, prima o poi, si vengono a sapere. Venite a dircelo in faccia: quando riaprirà la Ficoncella e quali sono realmente i problemi? I cittadini meritano risposte, non silenzi”.
Così si esprimono sui propri canali social, i membri del Comitato. Non solo, promettono un sit-in al Pincio a settembre: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Chiedono un confronto, chiedono spiegazioni. Ed in città spopolano pure cartelloni: “Ficoncella libera”.

