5 Novembre 2026

La “Febbre da Ozempic” contagia Roma: corsa al farmaco dei miracoli tra medici assediati e mercato nero

Da rimedio per il diabete a elisir per dimagrire: la caccia alla semaglutide svuota le farmacie della Capitale e spinge i pazienti verso canali illegali da 500 euro al mese, tra gravi rischi per la salute
22 Ottobre 2026
A Roma è esplosa una vera e propria caccia all’oro, o meglio, all’Ozempic. Nato come farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2, questo principio attivo è diventato l’oggetto del desiderio per migliaia di romani determinati a perdere peso in modo rapido e senza sforzo. La domanda nella Capitale è talmente alta che i medici di medicina generale e gli endocrinologi si dicono letteralmente “assediati” da pazienti disposti a tutto pur di ottenere una prescrizione.

Il fenomeno non si ferma davanti ai costi elevati, che per farmaci simili come Wegovy o Mounjaro possono raggiungere anche i 500 euro al mese. Per molti non si tratta solo di curare un’obesità clinica, ma di una scorciatoia estetica per contrastare un leggero sovrappeso o, come raccontano i medici, per ritrovare la forma di quando si era più giovani.

Questa pressione insostenibile sulle farmacie ha generato due gravi problematiche sul territorio romano. Da un lato, la carenza di scorte danneggia i pazienti diabetici, i reali beneficiari terapeutici del farmaco. Dall’altro, l’impossibilità di ottenere la ricetta medica ha spalancato le porte a un pericoloso mercato nero, alimentato da canali online illegali e ricette contraffatte.

L’uso incontrollato di Ozempic senza una reale necessità medica e senza la supervisione di uno specialista comporta seri rischi per la salute. Gli effetti collaterali più comuni includono disturbi gastrointestinali come nausea severa, vomito, diarrea e costipazione cronica. Nei casi più gravi si registra anche il rischio di complicazioni acute come pancreatiti, disfunzioni renali e ipoglicemia.

A questo si aggiunge il forte rischio del cosiddetto effetto rebound: l’interruzione del trattamento senza una rieducazione alimentare comporta quasi sempre il rapido recupero dei chili persi, vanificando i sacrifici economici e biologici. La scorciatoia per la forma fisica rischia così di trasformarsi in un serio problema di salute pubblica per la città.