TORINO – Spalletti l’ha pizzicato eccome. “Sono due anni che non gioca, ci sarà un motivo? Ci sono partite in cui la devi metter dentro” tuonava ai microfoni nel post gara di Frosinone. Il bersaglio? Naturalmente Kolo Muani, che la Juve s’è coccolata e s’è riportata a casa, sì, ma che prende con caratteristiche differenti il posto tutt’altro che d’uno qualsiasi, bensì Dusan Vlahovic.
A Frosinone se n’è divorati almeno due. Non è la classica prima punta. Non è il centravantone, quasi centroboa, forte fisicamente. Uno con queste caratteristiche, qualcuno che sappia giocar spalle alla porta a e far di sponda, a grandi livelli ci vuole sempre, specialmente in Serie A. Ecco che dunque, proprio per completar la rosa, Carnevali e Massara continuano a scandagliare il mercato estero in quest’ultima settimana di trattative per trovar chissà, un’altra punta differente dal francese.
Che però, non va mai dimenticato, è stato pagato a peso d’oro. Ancora spumante a Parigi, per quei 45 milioni incassati per qualcuno che in prestito al Tottenham aveva timbrato in Premier solo due volte, l’anno scorso. 45 milioni che impongono alla Juve di trovar qualcuno a prezzi contenuti, magari un prestito. In attesa che a Manchester si decidano ad aprire o meno su Zirkzee, la Juve non può aspettare secoli.
Ecco che dunque vaglia le alternative. Ed al centro delle tavolate della Continassa torna prepotentemente il nome di Sorloth, l’ariete norvegese dell’Atletico di Madrid, che ad una settimana dalla fine del mercato resta in balia degli eventi: per offerte importanti i Colchoneros ne possono far a meno, lo ha capito pure lui. Che è da giugno, però, che se fosse vuole solo Juve. Bianconeri che propongono un prestito con semplice diritto e senza obbligo, in cambio di Nico Gonzalez, sempre pupillo di Simeone. Nico non aspetta altro che tornare all’Atletico: può esser proprio Sorloth, e quindi nuovo scambio di prestiti, la pista che faccia contenti tutti?

