Istat: Condacons, dal 2019 salari hanno perso 8,6% potere acquisto

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ROMA – “I dati Istat attestano non solo la pesante perdita del potere d’acquisto degli italiani, ma anche gli effetti deleteri dell’aumento dei prezzi al dettaglio sui bilanci delle famiglie”. Lo afferma il Codacons, commentando il Rapporto Annuale dell’istituto di statistica.”Tra il 2019 e il 2025 la perdita del potere d’acquisto dei salari raggiunge l’8,6%, un dato su cui pesano le conseguenze delle diverse emergenze che hanno investito il nostro Paese – spiega il Codacons – Prima l’emergenza Covid, poi la crisi energetica, hanno prodotto un repentino aumento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe in tutti i comparti, come attestato dai dati sull’inflazione, con il tasso medio salito complessivamente in sette anni del +18,7% in Italia.

Una crescita dei listini più sostenuta rispetto all’andamento dei salari, e che ha prodotto una forte perdita sul fronte del potere d’acquisto, confermando quanto denunciato dal Codacons: nel nostro Paese i prezzi, quando salgono per effetto di una emergenza, non tornano più ai livelli precedenti, nonostante vengano meno le condizioni che avevano prodotto i rincari”. “E sui dati Istat pende ora la spada di Damocle della crisi in Medio Oriente, che ha riacceso le tensioni sul fronte di carburanti ed energia e prodotto una nuova fiammata dell’inflazione, con ulteriori conseguenze negative sulla capacità di spesa dei cittadini”, conclude il Codacons.

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