TEL AVIV – Le prime elezioni politiche in Israele dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita si sono concluse con un risultato ancora incerto.
Il voto per il rinnovo della Knesset, il Parlamento israeliano, non ha delineato una maggioranza chiara, aprendo la strada a possibili settimane di trattative per la formazione del nuovo governo.
La sfida vede contrapposti il premier uscente Benjamin Netanyahu e il leader dell’opposizione Gadi Eisenkot, con i partiti arabo-israeliani che potrebbero assumere un ruolo decisivo negli equilibri parlamentari.
I risultati parziali e l’affluenza
Con lo scrutinio ancora in corso, i dati parziali diffusi nelle prime fasi del conteggio hanno mostrato un confronto serrato tra i due schieramenti, senza una maggioranza autonoma per nessuno dei blocchi.
Secondo le rilevazioni riportate durante lo scrutinio, i partiti arabo-israeliani Lista Comune e Ra’am potrebbero ottenere complessivamente un numero significativo di seggi, rendendo più complessi i negoziati per la formazione dell’esecutivo.
L’affluenza definitiva ha raggiunto il 77,7%, con un aumento di 7,1 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2022. Netanyahu è attualmente in testa con 54 seggi.
Secondo la Commissione elettorale centrale, hanno votato oltre 5,4 milioni di persone, un dato che segna una partecipazione particolarmente elevata.
Trump rivendica il sostegno a Netanyahu
A commentare l’esito del voto è stato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che su Truth Social ha attribuito al proprio sostegno una parte della rimonta del premier israeliano.
Trump ha sostenuto che il suo endorsement avrebbe contribuito a trasformare quella che sembrava una sconfitta in una situazione di sostanziale equilibrio, arrivando a evocare anche la possibilità di una vittoria di Netanyahu.
Il risultato, tuttavia, resta aperto e la distribuzione definitiva dei seggi sarà determinante per capire chi avrà le condizioni per tentare di formare il nuovo governo.
Le prossime tappe
Alle elezioni erano chiamati oltre 7 milioni di elettori, con 36 partiti in competizione e una soglia di sbarramento del 3,25% per entrare alla Knesset.
Il conteggio comprende anche le cosiddette “buste doppie”, utilizzate da chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, tra cui militari, diplomatici e persone ricoverate.
La frammentazione del quadro politico rende quindi decisivi gli accordi tra i partiti e lascia aperti diversi scenari per la composizione del prossimo esecutivo.
La consultazione rappresenta un passaggio importante per il futuro politico di Israele, ma anche per gli equilibri del Medio Oriente, in una fase segnata dalle conseguenze della guerra e dalle tensioni regionali.

