5 Ottobre 2026

Iran, Conte: “Ennesima violazione del diritto internazionale. Crosetto? Nel posto sbagliato, il governo nemmeno informato”

“L’escalation militare in Medio Oriente, dagli esiti imprevedibili, frutto di un’iniziativa unilaterale congiunta degli Stati Uniti e di Israele, è l’ennesima violazione del diritto internazionale“. A sottolinearlo è il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, a margine della presentazione a Roma di “Perché No – Guida al referendum”, con il direttore del Fatto Quotidiano,…
2 Marzo 2026

(Adnkronos) – Mentre la campagna militare congiunta di Israele e Stati Uniti contro l’Iran entra in una fase ad alta intensità, con attacchi mirati alle capacità nucleari e missilistiche di Teheran e il rischio di un allargamento regionale, il nodo centrale resta uno: qual è l’obiettivo strategico finale? Cambio di regime o neutralizzazione definitiva della minaccia? E quanto è realistico immaginare una transizione interna in Iran, considerando il peso dei Pasdaran e la struttura parallela di potere costruita negli ultimi decenni?

Per Kobi Michael, senior researcher dell’Institute for National Security Studies (Inss) presso l’Università di Tel Aviv e analista del Misgav Institute, la priorità israeliana è chiara: impedire che l’Iran torni a rappresentare una minaccia esistenziale, sul piano nucleare e balistico. Il cambio di regime è un esito auspicato, ma non può essere imposto dall’esterno: dipende dalla capacità del popolo iraniano di organizzarsi e sfruttare l’indebolimento militare del sistema. Intanto, avverte, l’eventuale coinvolgimento delle monarchie del Golfo potrebbe trasformare l’escalation in una vera coalizione regionale contro Teheran.

Professore, qual è secondo lei l’endgame di Israele e degli Stati Uniti? L’obiettivo