22 Giugno 2026

Iran – Cantante condannata a 74 frustate dopo un concerto senza hijab

TEHERAN - Una condanna che sta suscitando reazioni e polemiche anche fuori dai confini iraniani. Il tribunale della città di Qom ha inflitto 74 frustate alla cantante Parastoo Ahmadi, 29 anni, per essersi esibita senza indossare l'hijab durante un concerto trasmesso in diretta streaming su YouTube nel dicembre 2024. La sentenza riguarda anche altri sette…
22 Giugno 2026

TEHERAN – Una condanna che sta suscitando reazioni e polemiche anche fuori dai confini iraniani. Il tribunale della città di Qom ha inflitto 74 frustate alla cantante Parastoo Ahmadi, 29 anni, per essersi esibita senza indossare l’hijab durante un concerto trasmesso in diretta streaming su YouTube nel dicembre 2024.

La sentenza riguarda anche altri sette artisti coinvolti nell’iniziativa, tra musicisti e collaboratori tecnici. Oltre alla punizione corporale, tutti i condannati sono stati sottoposti a un divieto di espatrio della durata di due anni e all’interdizione da qualsiasi attività artistica per lo stesso periodo.

L’esibizione aveva attirato l’attenzione internazionale per il suo forte valore simbolico. Ahmadi si era presentata sul palco senza il velo obbligatorio per le donne iraniane, indossando un abito nero e trasformando il concerto in un gesto di aperta contestazione delle rigide norme imposte dalla Repubblica Islamica.

L’iniziativa si inseriva nel clima di protesta seguito alla morte di Mahsa Amini, la giovane curda iraniana divenuta simbolo delle manifestazioni per i diritti delle donne dopo essere stata arrestata dalla polizia morale nel 2022. Da allora molte donne iraniane hanno sfidato apertamente l’obbligo del velo, spesso affrontando arresti, procedimenti giudiziari e altre forme di repressione.

Secondo quanto emerso, Parastoo Ahmadi e i membri del suo gruppo erano stati fermati poco dopo la diffusione del concerto e successivamente rilasciati. Al termine del procedimento giudiziario, il tribunale li ha ritenuti responsabili di aver prodotto e diffuso contenuti considerati contrari alla morale pubblica attraverso internet.

In Iran, dalla rivoluzione islamica del 1979, alle donne è vietato esibirsi come cantanti soliste davanti a un pubblico misto di uomini e donne. Le autorità religiose e politiche del Paese continuano a considerare tali esibizioni incompatibili con le norme che regolano la vita pubblica.

Nel messaggio pubblicato a corredo del video, la cantante aveva spiegato la propria scelta definendola un atto di libertà personale e di amore per il proprio Paese. Parole che oggi assumono un significato ancora più forte alla luce della condanna pronunciata nei suoi confronti.