Alla fine ancora e sempre Greg. Eterno, sportivamente immortale. A 31 primavere, nemmeno 24 ore dopo la delusione dei 10 chilometri in acque libere, si riscatta. Proprio in quella Parigi, ma soprattutto in quella Senna che ormai era chiaro sembrava divenuta maledizione da abbattere.
Ebbene sì, la maledizione è stata stregata, abbattuta. Perché l’indomani Paltrinieri mostra perché sia uno dei più grandi campioni del nuoto italiano fino ai giorni d’oggi. Centra il podio, centra il terzo posto, centra la medaglia di bronzo. Chiude dietro quel fenomeno di Wellbrock che bissa il successo del giorno prima, chiude dietro Betlehem, ma la terza piazza è tutta sua.
Nei 5 km in acque libere, distanza forse più congeniale alle sue qualità, non sbaglia. E mette la firma anche lui sulla kermesse continentale a Parigi. Per l’Italia l’ennesima medaglia, per lui fiocca l’ennesimo gioiello a 31 anni suonati. La grinta e la forza mentale di non mollare mai. E c’è storia nella storia, perché è trionfo europeo ben 14 anni dopo quando, nemmeno maggiorenne, stampava il suo nome al grande nuoto. 14 anni dopo, Greg, è ancora medaglia Europea.

