Fanno rumore eccome le parole che arrivano dritte dritte dall’America destinate alle sorti della nazionale italiana. Italia che come noto non c’è, nemmeno ai Mondiali 2026. Iniziata l’ennesima kermesse iridata senza azzurri, e già di per sé il popolo tricolore non è che l’abbia presa benissimo. Figuratevi se in questo contesto arrivino frecciate direttamente dal presidente della Fifa, Gianni Infantino. Svizzero, sì, ma dall’origine chiaramente italiana.
Che in maniera forse schernente e senz’altro poco felice, con una battuta alla televisione brasiliana CazèTV, discutendo del primo Mondiale a 48 ed ammettendo che siano in piedi discorsi per evolverlo a 64 nazioni, lancia una frecciata al movimento azzurro: “Potremmo pure arrivare a 208 squadre per veder se l’Italia si qualifica”.
Facile intuire come dalle nostre parti non è che l’abbiano presa benissimo. Non c’è chi risponde, perché nel terremoto che ha coinvolto il calcio italiano post Bosnia manca ancora il presidente federale che sarà eletto il prossimo 22 giugno (presumibilmente Malagò), ma senz’altro l’esternazione ha infastidito più di qualcuno. Battuta infelice, soprattutto in quanto espressa dal massimo vertice dell’organo calcistico più grande, che dovrebbe sempre e comuqnue restar super-partes.

