IMOLA – La Polizia di Stato ha arrestato due uomini, un italiano di 38 anni e un cittadino marocchino di 23 anni, ritenuti responsabili di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di persone anziane. L’operazione è stata condotta dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Imola, al termine di un’attività investigativa mirata.
Le indagini sono partite dalla segnalazione di un’auto proveniente dalla provincia di Torino, sospettata di essere utilizzata da persone specializzate nelle cosiddette truffe del finto carabiniere. I poliziotti hanno quindi individuato il veicolo e ne hanno seguito gli spostamenti, documentando diverse soste davanti alle abitazioni di anziani, mentre gli occupanti mantenevano continui contatti telefonici.
Nello stesso arco di tempo, al numero di emergenza 112 e alla sala operativa del commissariato sono arrivate diverse segnalazioni di telefonate sospette. I truffatori, fingendosi carabinieri o magistrati, raccontavano alle vittime che un familiare era rimasto coinvolto in un grave incidente o in un procedimento giudiziario, chiedendo denaro e gioielli per evitare l’arresto o il pagamento di presunte cauzioni.
L’intervento degli agenti ha impedito che il raggiro andasse a segno. In una delle abitazioni controllate, un’anziana aveva già raccolto preziosi e oggetti di valore, lasciandoli accanto alla porta d’ingresso in attesa del presunto incaricato. In un altro caso, invece, una donna ha intuito il tentativo di truffa, ha contattato il figlio e ha avvisato immediatamente le forze dell’ordine.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati i telefoni cellulari in uso ai due indagati. Dagli accertamenti sarebbero emersi indirizzi di potenziali vittime, percorsi di navigazione e conversazioni ritenute utili a ricostruire l’organizzazione dell’attività illecita.
Secondo gli investigatori, il gruppo seguiva un modus operandi ben collaudato, con una suddivisione dei ruoli tra chi contattava telefonicamente le vittime e chi si presentava poi nelle abitazioni per ritirare denaro e oggetti preziosi.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, i due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato e trasferiti in carcere con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso.
La Polizia di Stato rinnova infine l’appello alla prudenza, ricordando che nessuna forza dell’ordine, autorità giudiziaria o ente pubblico chiede denaro o beni di valore per risolvere situazioni di emergenza. In caso di telefonate sospette è fondamentale interrompere la conversazione, contattare direttamente i propri familiari e chiamare immediatamente il 112.

