Forse troppo tardi per un Vecchio Continente che già dormiva. O forse no, forse qualcuno anche in Europa ha messo la sveglia per ammirar uno dei migliori di sempre, Lionel Messi, a quasi 39 primavere. E non ha tradito, anzi. L’eterno Leo s’è preso subito scena e copertine dei primi giorni del Mondiale d’America. Non smette mai di stupire: l’Argentina campione in carica riparte forte, divora l’Algeria 3-0, incanala subito il girone sui binari giusti e spedisce immediatamente un messaggio al resto del Mondiale.
I detentori non vogliono abdicare. Già, ma la notizia è che qualcuno, a quasi 39 anni suonati, ancora trascina una squadra già campione: tripletta di Messi. Ebbene sì. Esattamente 20 anni dopo quel 16 giugno 2006 con cui si presentava ed iscriveva per la prima volta il suo nome nella storia della competizione iridata, ne mette a referto altri tre: Messi, Messi, Messi. Così l’Argentina demolisce l’Algeria: prima raccoglie palla tra le linee e scarica un siluro da lontano, quindi tap-in ad inizio ripresa, quindi fendente ancora all’angolino. C’è tutto Leo nel trionfo albiceleste, incredibile ma vero, come se il tempo non passasse mai. Standing ovation: tutti in piedi a Kansas City.
Messi eguaglia Klose: 38 gol ai Mondiali, record. Un record che adesso può frantumare, già alla prossima gara. Lo dice spesso, non pensa ai record, ma può diventare il miglior marcatore della storia dei Mondiali. Adesso aspettiamo soltanto la risposta di Cristiano, impegnato col Portogallo con la Repubblica Democratica del Congo, stasera. Un duello a distanza che ha abbracciato e coinvolto generazioni, generazioni e generazioni: di fronte a cotanta grandezza giù il cappello, decideranno soltanto loro quando tramontare.

