Il Pd esulta senza vincere: i numeri veri lo inchiodano

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Francesco Boccia, responsabile nazionale Enti locali del Pd, sentenzia: «Capisco che in Italia il giorno dopo le elezioni sono tutti vincitori ma almeno sui numeri e sulla matematica potremmo evitare arrampicate». Ed in effetti, al Nazareno qualche problema con l’aritmetica c’è. Il segretario del Pd Enrico Letta è certo che dal voto di domenica sia arrivata la spinta decisiva per le elezioni politiche. Spinta alla sconfitta, forse.

Basta fare due calcoli per comprendere come l’euforia del campo largo sia smentita dai numeri. Soprattutto in previsione dell’appuntamento elettorale del prossimo anno. Il voto, se analizzato in valore assoluto, assegna una vittoria chiara al centrodestra. Nei capoluoghi di provincia e regione, che sono andati al voto tra primo turno e ballottaggio, il centrodestra ha raccolto 1.887.000 voti. Il campo largo di Letta e Conte si è fermato 1.352.000 voti. Il distacco tra le due coalizioni è di circa 535.000 voti. Il dato, in vista delle Politiche, va analizzato in valore assoluto. Al netto dei festeggiamenti di Letta e della matematica made in Puglia di Boccia, non c’è partita: il centrodestra è nettamente avanti sul centro-sinistra. Le coalizioni civiche hanno raccolto 370.000 voti. Il corpo elettorale è di 3.609.000 elettori.

Tradotto in percentuale: il centrodestra è al 52% dei consensi mentre il centrosinistra o campo largo Letta-Conte si ferma al 37%. Un distacco di 15 punti. Certo manca ancora un anno all’appuntamento elettorale e tutto può ancora succedere. Però la fotografia dell’Italia, chiamata al voto nei due turni, è questa: centrodestra avanti di 15 punti sul centro-sinistra. Se si restringe ancora di più il campo di osservazione, si ha un’idea ancor più nitida del dato elettorale: nella sola Genova la coalizione del rieletto sindaco Marco Bucci ha raccolto 112.457 voti. I tre sindaci del «campo largo» Damiano Tommasi (Verona), Michele Guerra (Parma) e Katia Tarasconi (Piacenza) ne raccolgono complessivamente 107.254.

Ma anche nell’analisi delle città conquistate il campo largo di Letta esce sconfitto. In questo caso però la vittoria del centrodestra è di misura. Non c’è stato il cappotto. I dati riportati da YouTrend, in riferimento al bilancio dei 142 Comuni superiori chiamati al voto, parlano in maniera chiara: gli uscenti del centrodestra ammontavano a 54 e le vittorie sono ben 58. Gli uscenti del centrosinistra erano 48 e i trionfi sono stati solo 38. Una piccola stampella è arrivata grazie all’ammucchiata politica con il Movimento 5 Stelle: a braccetto con i grillini sono stati riscontrati 15 risultati positivi. In questi 142 Comuni il centrodestra ha avuto la meglio in 37 al primo turno e in 21 al ballottaggio. Invece il centrosinistra ha fatto bene in 21 città al primo turno e in 17 al turno di ballottaggio. Certo nel centrodestra non è tutto rose e fiori. C’è la ferita Verona: il sindaco uscente Federico Sboarina esce sconfitto dalla sfida con Damiano Tommasi. Pesa lo strappo tra il primo cittadino uscente e Flavio Tosi, arrivato terzo al primo turno. E poi ci sono le sconfitte di Catanzaro e Monza che bruciano. Se Verona è il nervo scoperto della coalizione di centrodestra, la vittoria a Sesto San Giovanni è il vanto per l’alleanza. L’ex Stalingrado d’Italia resta saldamente nelle mani del sindaco riconfermato Roberto Di Stefano. Fallisce il ribaltone sognato dalla sinistra con Michele Foggetta. Tant’è che già si parla di «modello Sesto». Una vittoria ottenuta grazie all’allargamento della coalizione oltre il perimetro dei partiti. Un modello che potrebbe essere riproposto quando si voterà per le politiche. Il centrodestra riparte da Sesto.

Ma non solo: ci sono le vittorie di Barletta, Frosinone e Lucca che danno fiato alla coalizione. A Barletta Cosimo Damiano Cannito ha riscosso il 65% dei voti, a capo di una coalizione di centro destra composta da Fi, Fdi, Lega e alcune liste civiche, mandando un segnale al governatore Michele Emiliano. Il centrodestra è in buona salute anche a Frosinone dove si impone Riccardo Mastrangeli. Numeri e vittorie su cui costruire l’assalto finale.

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