Secondo una ricostruzione pubblicata da Il Giornale, un ex appartenente ai servizi di intelligence avrebbe avuto un ruolo nella vicenda che portò Report a trasmettere, nel maggio 2021, fotografie e video dell’incontro avvenuto nel dicembre precedente in un Autogrill tra l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e Marco Mancini, allora caporeparto del Dis.
Le immagini sarebbero state realizzate con un telefono cellulare da un’insegnante presente casualmente nell’area di servizio, che avrebbe poi contattato la trasmissione di Rai 3. Nel servizio, l’uomo ripreso insieme a Renzi venne identificato come Mancini da una fonte con il volto coperto e la voce alterata. Mancini sarebbe stato successivamente prepensionato dai Servizi.
Stando alla ricostruzione del quotidiano, il 27 aprile 2021 il conduttore Sigfrido Ranucci avrebbe ricevuto una telefonata da Carlo Parolisi, indicato come ex uomo dell’intelligence. Circa quaranta minuti dopo, sarebbe stato il giornalista di Report Giorgio Mottola a contattare Parolisi.
Nella stessa giornata, secondo Il Giornale, Mottola si sarebbe recato a Viterbo, nella zona in cui risiede l’insegnante che aveva effettuato le riprese dell’incontro. In seguito avrebbe richiamato Parolisi e lo avrebbe raggiunto in Val d’Orcia. Il quotidiano colloca in questa fase l’ipotesi che sia stato attribuito un nome all’uomo filmato accanto a Renzi. Si tratta di una ricostruzione giornalistica, non di un accertamento giudiziario definitivo.
Il quotidiano solleva inoltre interrogativi su possibili conoscenze tra l’insegnante e ambienti dell’intelligence, citando l’ex vicedirettore dell’Aisi Giuseppe Del Deo, la cui moglie sarebbe insegnante a Viterbo, e facendo riferimento al marito della donna che avrebbe realizzato le immagini.
Sulla diffusione del servizio era stata aperta un’indagine dalla Procura di Ravenna, poi trasferita a Roma, dopo una denuncia per diffamazione e rivelazione di segreto. Nell’ambito del fascicolo erano stati acquisiti i tabulati telefonici di Ranucci e Mottola per ricostruire l’origine della notizia.
L’ipotesi di rivelazione di segreto di Stato è stata poi archiviata: per la Procura, l’identificazione di Mancini non avrebbe compromesso la sicurezza nazionale, anche perché l’ex dirigente dell’intelligence era già apparso pubblicamente in fotografie del 2005, legate al rientro in Italia di Giuliana Sgrena dopo il sequestro in Iraq.

