Sono arrivati sul filo del rasoio perché non avevano il visto, Shirin Sohani e Hossein Molayemi, registi di In the Shadow of the Cypress, ce l’hanno fatta a ritirare la statuetta per il loro magnifico corto centrato sul disturbo da stress post-traumatico
Arrivare alla cerimonia degli Oscar solo tre ore prima con l’ansia che sale. E no, non per un banale ritardo dei voli. È così che Shirin Sohani e Hossein Molayemi, registi di In the Shadow of the Cypress, hanno vissuto una delle notti più importanti della loro carriera.
Non avendo il visto, sono stati costretti ad attendere fuori, lontani dal glamour del red carpet, in attesa di un permesso che avrebbe concesso loro di entrare solo all’ultimo momento.
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Un piccoli dettaglio sul quale molti hanno sorriso, ma che dice molto sul contesto da cui provengono, l’Iran, sulle difficoltà che ancora oggi il cinema iraniano indipendente affronta per ottenere riconoscimento internazionale.
Ma nella notte degli
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