Aveva solo sei anni quando papà Valentino, leggenda del Grande Torino, si spegneva a Superga. Sei, come quei palleggi a Berna, volto iconico della grande Inter di Herrera, la doppia Coppa dei Campioni ad illuminare un ciclo mai dimenticato.
S’è spento Sandro Mazzola, uno dei più grandi campioni del calcio italiano del dopoguerra. Dal 1960 al 1977 bandiera dell’Inter per ben 17 lunghissime stagioni. S’è spento dopo la mezzanotte, circondato dall’affetto dei suoi cari. Se ne va all’età di 83 anni.
Un predestinato. Un predestinato che divenne leggendario. Forse uno dei primissimi falsi nueve della storia, in realtà trequartista o centrocampista offensivo elegante: 162 reti complessive in oltre 500 presenze in maglia nerazzurra.
Anche con la nazionale italiana, storia fu. Vinse l’Europeo del 1968, fu celebre la staffetta tutta stracittadina, tra lui e Rivera, i numero 10 che si contendevano con amicizia e rispetto il ruolo di trequartista in nazionale. Per lui anche un’esperienza da direttore sportivo in pieni anni novanta, sempre all’Inter: leggendario il colpo di Ronaldo il Fenomeno, nel 1997.
Se ne va un altro campione senza età, un altro signori di altri tempi. Addio, Sandro Mazzola.

