L’Atletico è sempre l’Atletico. Ed ogni anno non perde mai occasione di mostrarlo. Cambierà pure il calcio, che si evolverà; ma Simeone resta sempre osso durissimo. Altro che buccia di banana: affrontare i Colchoneros è sempre terreno viscido e insidioso. La filosofia del Barcellona di Flick, chiusa ancora una volta la Liga sostanzialmente in trionfo con un mese e mezzo d’anticipo, può non centrare la Champions, nemmeno stavolta.
E stavolta, a dispetto della semifinale da romanzi e libri di storia come il 4-3 di San Siro dell’anno scorso, il Barca può già uscire ai quarti di finale. Nel nuovo Camp Nou è finita 0-2 per l’Atletico: se tutti aspettavano le giocate di Yamal, le copertine le centrano i Colchoneros. Che ancora una volta fanno il colpo, da sfavoriti. Ingabbiando proprio Lamine, colpendo nei momenti decisivi, portando la gara sulle debolezze blaugrana, affondando la lama calcistica quando fa veramente più male: Julian Alvarez su punizione subito l’espulsione, ariete Sorloth a difesa schierata.
Insomma. L’ha letta, studiata, meditata e vinta bene, stratega Simeone. Un vero e proprio shock. Fra una settimana il ritorno con due gol di vantaggio nel proprio Wanda. Ma non ci sarà nemmeno stavolta Raphinha, assenza pesantissima, perché consente alle difese avversarie di concentrarsi solo su Yamal. L’Atletico è ad un passo dalle semifinale. Cambierà pure il calcio, Simeone sarà il re dei conservatori, ma merita straordinariamente rispetto, perché in un modo o nell’altro è sempre lassù, ai massimi livelli. E resta istituzione.


