Il governo d’Israele all’inizio del 2016 ha potuto installare e sin da quel momento avere il pieno controllo di un sistema di sorveglianza e allarmi nella stessa palazzina – situata a Manhattan, New York – in cui Jeffrey Epstein ospitava modelle minorenni e tutta una serie di personaggi connessi al suo giro di traffici e abusi sessuali su minori. Il famigerato edificio – al cui interno ci sono circa 200 appartamenti – era formalmente di proprietà della Ossa Properties, società di Mark Epstein, fratello di Jeffrey, ma la sua gestione, appunto, era interamente affidata all’ex finanziere, che ha approvato personalmente l’installazione di questo sistema, autorizzando incontri tra suoi collaboratori e funzionari di sicurezza israeliana.
Nel palazzo al 301E della 66esima strada alloggiava spesso anche l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, la cui moglie Nili Priell ha in parte coordinato la realizzazione dell’impianto, insieme a Rafi Shlomo – ex capo sia della sicurezza della missione permanente israeliana alle Nazioni Unite che di quella privata dell’ex premier laburista -, alla missione stessa e ad una serie di membri dello staff del finanziere.
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