22 Giugno 2026

“Hanno frequentato troppo poco”: bocciati in Svizzera i feriti della strage di Crans-Montana, in Italia tutti promossi

Crans-Montana (Svizzera) – Una divisione crucente sta emergendo tra i due sistemi scolastici a seguito dell'incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, che il 28 gennaio 2025 ha causato la morte di 42 persone, prevalentemente giovani. I percorsi scolastici dei ragazzi rimasti feriti e costretti a lunghi periodi di ricovero hanno preso direzioni completamente diverse: bocciati in…
15 Giugno 2026
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Crans-Montana (Svizzera) – Una divisione crucente sta emergendo tra i due sistemi scolastici a seguito dell’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, che il 28 gennaio 2025 ha causato la morte di 42 persone, prevalentemente giovani. I percorsi scolastici dei ragazzi rimasti feriti e costretti a lunghi periodi di ricovero hanno preso direzioni completamente diverse: bocciati in Svizzera, promossi in Italia.

La notizia emersa in una chat tra genitori

La divergenza è stata scoperta in una chat creata tra i genitori dei ragazzi feriti nell’incidente. “Una mancanza di umanità incredibile”, ha commentato uno di loro, sottolineando la differenza di approccio tra le due istituzioni scolastiche.

I giovani svizzeri sono stati bocciati dalle rispettive scuole, che hanno ritenuto impossibile equiparare la loro frequenza a quella degli studenti presenti regolarmente durante l’anno. La motivazione ufficiale è stata precisa: “Hanno frequentato troppo poco”, secondo le dichiarazioni delle istituzioni educative svizzere.

L’Italia: percorsi personalizzati e promozioni

In Italia, invece, gli istituti scolastici hanno scelto un approccio ben diverso. Per gli studenti coinvolti nell’incidente sono stati attivati percorsi personalizzati, con didattica a distanza e programmi adattati alle loro condizioni di salute. Questa soluzione ha permesso a tutti di essere promossi nonostante i mesi trascorsi in ospedale.

Le due risposte istituzionali

La differenza di trattamento ha sollevato forti critiche tra le famiglie. Mentre le scuole svizzere hanno mantenuto un approccio rigido basato sulla frequenza minima richiesta, gli istituti italiani hanno dimostrato maggiore flessibilità, adattando le modalità di insegnamento alle esigenze dei ragazzi feriti.