Narges Mohammadi, attivista iraniana per i diritti umani in carcere, ha iniziato uno sciopero della fame, un mese dopo aver ricevuto il premio Nobel per la Pace, perché le sono negate cure fondamentali
Avrebbe bisogno di cure per problemi cardiaci e polmonari, ma il pubblico ministero sta bloccando il suo trasferimento in ospedale. Così Narges Mohammadi, dalla prigione di Evin dove si trova rinchiusa per le sue campagne di attivismo contro l’apartheid di genere imposto dagli ayatollah, comincia uno sciopero della fame.
A darne notizia sono i portavoce della campagna Free Narges Mohammadi informati a loro volta dalla famiglia: Narges avrebbe cominciato a rifiutare il cibo in segno di protesta contro le limitazioni che le sono state imposte dalle autorità della prigione per quanto riguarda l’accesso alle cure mediche e contro l’obbligo di indossare il velo nella Repubblica islamica.
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La presidente del Comitato norvegese per il Nobel – che ha assegnato alla Mohammadi il
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