Il presidente Usa annuncia i primi movimenti dopo l’accordo con l’Iran. Venerdì la firma ufficiale a Ginevra, mentre Teheran parla di fine immediata della guerra
WASHINGTON – Donald Trump torna a rivendicare il successo dell’intesa raggiunta con l’Iran e annuncia un primo effetto concreto dell’accordo: la graduale ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
“Le navi, molte delle quali cariche di petrolio, stanno iniziando a uscire dallo Stretto di Hormuz”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul social Truth, sottolineando come il memorandum d’intesa raggiunto con Teheran sia destinato a riportare “pace e sicurezza nell’intera regione”.
L’accordo sarà firmato ufficialmente venerdì a Ginevra, al termine di una serie di colloqui preparatori previsti a Doha. Secondo le autorità iraniane, l’intesa comporterà l’immediata cessazione delle ostilità, mentre da Washington arriva la conferma che la riapertura completa di Hormuz rappresenta uno dei punti centrali del negoziato.
Nel frattempo continuano ad emergere dettagli sui contenuti dell’intesa. Secondo fonti iraniane, il passaggio delle navi attraverso lo Stretto sarebbe garantito gratuitamente per i prossimi sessanta giorni, nell’ambito delle misure previste per favorire il ritorno alla normalità dei traffici commerciali.
Sul piano internazionale cresce l’attenzione per gli sviluppi dell’accordo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che l’Italia sarebbe pronta a mettere a disposizione unità navali per eventuali operazioni di sminamento nell’area, previo via libera del Parlamento. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato che la missione marittima organizzata da Francia e Regno Unito è pronta a supportare la riapertura del corridoio strategico.
Non mancano però le tensioni. Il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha ribadito che l’accordo “non è vincolante per Israele”, mentre le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver imposto la propria volontà a Stati Uniti e Israele, sostenendo che i due Paesi non avessero altra scelta se non accettare la tregua.

