Se tutti i riflettori vertono sull’Iran ormai 99% fuori dai prossimi Mondiali per scelta del regine del paese di rifiutar di partecipare a qualsiasi manifestazione che veda protagonista gli States di Trump, in questo caso uno dei tre paesi ospitanti, per settimane grossi dubbi e preoccupazioni aleggiavano attorno alla nazionale dell’Iraq, qualificata sì ma soltanto per gli spareggi intercontinentali che dipingeranno il quadro messicano dei prossimi sette giorni.
Alla fine, nonostante uno stato risucchiato nel conflitto del Medioriente, la nazionale ce l’ha fatta: dopo un viaggio infinito è riuscita a raggiungere Città del Messico. E adesso, sembra quasi meraviglioso poterlo asserire, almeno calcisticamente si siederà comoda ad aspettare il verdetto delle semifinali.
La vincente infatti di Bolivia e Suriname affronterà l’Iraq in finale dello specifico percorso playoff intercontintale: in palio un posto da sogno ai Mondiali 2026. I Leoni della Mesopotamia, così definiti, arrivano dopo un mese infinito ma finalmente con grandi ambizioni ed aspirazioni prettamente calcistiche: specialmente in un momento come questo, il calcio distrae e unisce la popolazione.
Il condottiero è un australiano, Graham Arnold, esperto e navigato, che conosce questo tipo di partite. 63° nel ranking, significherebbe coronare un sogno di tornare a partecipare ad una fase finale di un Mondiale, evento nella storia dei destini dello sport accaduto soltanto una volta, nel 1986, proprio in Messico.
Ed attenzione perché, anche se non dovesse farcela, ci sono grandi possibilità di ripescaggio. L’Iraq è una delle due asiatiche favorite in caso di ufficiale forfait dell’Iran, così come gli Emirati Arabi Uniti, per classifiche di qualificazione.


