14 Giugno 2026

Gli scienziati ricostruiscono il volto di un “vampiro” polacco di 400 anni

Nel nord della Polonia, secoli fa, una giovane donna venne sepolta in un modo tanto singolare quanto macabro: con un falcetto di ferro premuto alla gola e un lucchetto sul piede. Questa misura estrema rifletteva la convinzione radicata nella comunità locale che la donna, ora conosciuta come Zosia, potesse tornare dalla morte. I dettagli del...
4 Novembre 2024
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Nell’antico villaggio polacco di Pień, Zosia venne sepolta con un falcetto per impedirne la resurrezione: grazie a tecnologie moderne, la giovane riacquista un volto, ricordando al mondo la crudeltà di un passato governato dalla paura e dalle superstizioni

©Nicolaus Copernicus University/Oscar Nilsson.

Nel nord della Polonia, secoli fa, una giovane donna venne sepolta in un modo tanto singolare quanto macabro: con un falcetto di ferro premuto alla gola e un lucchetto sul piede. Questa misura estrema rifletteva la convinzione radicata nella comunità locale che la donna, ora conosciuta come Zosia, potesse tornare dalla morte. I dettagli del suo funerale rispecchiano la paura di un’epoca in cui la gente temeva le “strige” o vampiri, figure legate a leggende e superstizioni.

Gli abitanti del villaggio di Pień, nel XVII secolo, vivevano sotto l’ombra di carestie, pestilenze e guerre, un contesto che alimentava la credenza nel soprannaturale e nella necessità di prevenire possibili resurrezioni malvagie. La scelta di un falcetto e di un lucchetto non era casuale: il primo avrebbe dovuto decapitarla se avesse tentato di rialzarsi, mentre il secondo,