Gli studiosi mostrano che addormentarsi non è un delicato scivolamento, ma un vero “crollo” improvviso dell’attività cerebrale, e le conseguenze riguardano salute e sicurezza
29 Novembre 2025
Ci hanno sempre raccontato che l’addormentamento fosse una lenta dissolvenza, quasi una passeggiata verso il relax. La classica immagine romantica: occhi che si chiudono piano, mente che si adagia, respiro che rallenta. E invece, stando a ciò che ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Imperial College London, nel momento in cui il cervello cade nel sonno avviene qualcosa di molto meno poetico e molto più netto: un vero cedimento, come se l’interruttore della veglia venisse abbassato di colpo.
Il neuroscienziato Nir Grossman è riuscito a individuare l’attimo preciso: mentre i tracciati EEG scorrono, a un certo punto l’attività cerebrale precipita. Non sfuma, non si attenua. Cade. Quel punto divide la mente

