La prima “batteria al sangue” è realtà: un team di scienziati guidati dall’Università di Cordoba (Spagna) ha sviluppato il primo prototipo al mondo di batteria alimentata dall’emoglobina, che svolge in particolare il ruolo di catalizzatore della reazione elettrochimica. Il dispositivo funziona per circa 20-30 giorni e potrebbe avere importanti applicazioni in campo medico
©Università di Cordoba
Un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Cordoba (Spagna) ha sviluppato il primo prototipo al mondo di “batteria al sangue”, ovvero alimentata dall’emoglobina, che nel caso specifico il ruolo di catalizzatore della reazione elettrochimica. Il dispositivo funziona per circa 20-30 giorni e potrebbe avere importanti applicazioni in campo medico.
L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi ed è responsabile del trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai diversi tessuti del corpo e per questo ha un’altissima affinità chimica con la molecola chiave per la vita.
Per questo i ricercatori hanno indagato la possibilità che la stessa molecola potesse svolgere anche un ruolo chiave anche per un tipo di dispositivo elettrochimico dove lo stesso ossigeno è fondamentale, come le batterie zinco-aria sulle quali


