All’inizio dell’anno aveva fatto scalpore la campagna pubblicitaria Purefication della filiale italiana di BYD che conteneva un chiaro, anche se non esplicito, riferimento ai problemi del motore PureTech di Stellantis. Una strategia di comunicazione aggressiva, sebbene non completamente inedita, che aveva diviso gli addetti ai lavori e il pubblico, tra pareri positivi e altri più scettici. Di sicuro non era piaciuta alla diretta interessata Stellantis, che infatti si è rivolta al Giurì della pubblicità per bloccare gli spot. E con la pronuncia n. 1/2026, l’istituto ha effettivamente stabilito che i messaggi diffusi tramite TV, stampa, sito internet e social media dalla campagna pubblicitaria di BYD violano il Codice di autodisciplina pubblicitaria, ordinandone lo stop.
CHE COS’È E COSA FA IL GIURÌ DELLA PUBBLICITÀ
L’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (IAP), chiamato in gergo Giurì della pubblicità, è un’associazione italiana che dal 1966 opera affinché la comunicazione commerciale sia “onesta, veritiera e corretta” a tutela del pubblico, dei consumatori e delle imprese. Si tratta di un sistema di auto-regolamentazione dell’intero settore pubblicitario, di cui ne fanno parte le imprese che investono, le agenzie che
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