COMO – Doveva succedere qualcosa di mistico. Qualcosa che arrestasse probabilmente uno dei migliori di sempre, il mostro più enorme e generazionale.. di questa generazione qui, naturalmente Pogacar. L’infortunio di cui è stato vittima durante la Vuelta ha significato forfait per il resto della stagione: se esce il migliore, gli orizzonti del ciclismo aprono le porte a storie, destini e nuovi protagonisti.
E stavolta s’è scritta storia. C’è storia celebre e solenne, in copertina. Perché il Giro di Lombardia finisce al più giovane di sempre, ad averlo vinto mai. Parliamo del francesino Seixas, evidentemente predestinato, appena 20enne. Qualcuno che con ambizione, forse, non sa nemmeno lui quante pagine di storia ha dovuto far sfogliare agli amanti del ciclismo e dello sport. La 120° edizione al più giovane di sempre, batte persino Gerbi alla prima edizione del 1905, un record sopravvissuto per oltre un secolo, qualcosa di fantascientifico.
Ecco perché quanto vissuto, diventa enorme. Emozionante, per tutti. Un fenomeno, Paul Saixas. Allunga sul Civiglio, chiude a 5:49:28, non lo prende più nessuno ed esulta a braccia alzate a Como, in gran volata. Abbatte un record perdurante 120 anni. Al secondo posto si piazza Mas, al terzo un grandissimo Ciccone, orgoglio tricolore. Evenepoel solo quarto, podio sfumato, per far capir quanto sia stata grande la performance di Ciccone. Malissimo Del Potro, un altro di quelli più attesi, addirittura fuori dalla Top Ten. Qualcosa è certo, non è stata un’edizione del Giro della Lombardia come le altre, questa: il merito ha un nome e cognome ben preciso, Seixas benvenuto nella storia.

