A far nascere le indagini sono state le continue segnalazioni dei residenti della zona, stanchi della musica ad alto volume che arrivava dalla struttura. Gli investigatori hanno così iniziato a controllare i social network. Lì hanno trovato le prove: una fitta pubblicità che promuoveva serate aperte a tutti con bagno in piscina, cocktail, cene e intrattenimento.
Il primo blitz è scattato alla fine di luglio. Quando gli agenti sono entrati, si sono trovati davanti a una vera e propria festa in pieno svolgimento. C’erano tantissime persone nella zona della piscina e vicino a un chiosco. La serata era attiva al cento per cento: c’era musica, venivano serviti cibo e bevande ai tavoli, la carne cuoceva sulla brace, si preparavano taglieri e i clienti si divertivano con un quiz interattivo.
I successivi controlli sui documenti hanno scoperto l’inganno. Sulla carta, quell’immobile doveva essere un semplice alloggio turistico (come un bed and breakfast o una casa vacanze). Nella realtà, invece, si era trasformato in un locale pubblico con tanto di ristorante e intrattenimento, senza avere nessuna delle autorizzazioni e delle licenze obbligatorie per legge.

