A suggellare il weekend di sport internazionale, l’ennesimo trionfo di Tadej Pogacar. Sempre più il campione generazionale del ciclismo dei giorni d’oggi. Non poteva mancare all’appello anche stavolta il Giro delle Fiandre.
Ad ogni competizione, risponde presente. Ad ogni prestigio, risponde in prima fila. Ad ogni podio, risponde sul gradino più alto. Ed anche evidentemente il Giro delle Fiandre non poteva finire differentemente: vince anche l’edizione 2026, la seconda consecutiva del suo palmares, la terza nel complesso del suo già strabiliante archivio storico.
Dopo i successi tricolori, tra Strade Bianche e Sanremo, per il campionissimo sloveno si tratta di un’altra Monumento: ha iniziato l’anno nuovo più forte di come aveva lasciato il precedente. Fa tutto lui. Orchestra i più forti, a 60 km dal traguardo; poi, nel momento dello sprint decisivo ad una ventina di km dal traguardo, stacca i migliori e trionfa in solitaria.
Un podio di per sé straordinario, composto da tutti campioni del mondo; quattro sui primi cinque, pensate. Van der Poel ed Evenepoel concludono sul podio, per Pedersen quinta posizione. Adesso l’obiettivo passa alla Roubaix, per inseguire record su record nella storia.


