LONDRA – «Il risultato parla da sé», ha dichiarato Nigel Farage commentando la sua vittoria nella suppletiva di Clacton, nell’Essex. Il leader di Reform UK, schierato su posizioni vicine a quelle di Trump, è stato rieletto con 22.239 preferenze, corrispondenti al 63% dei voti, dopo essersi dimesso appositamente per ripresentarsi e chiedere «il giudizio del popolo» sulle accuse di irregolarità finanziarie a suo carico. Si tratta di un aumento rispetto al 46,2% raccolto alle elezioni politiche del 2024, quando aveva fatto il suo ingresso alla Camera dei Comuni, ma la portata del successo è stata ridimensionata dalla scarsa affluenza — circa il 44% — e dal fatto che la corsa è stata quasi senza opposizione: i principali partiti, in segno di protesta, avevano infatti deciso di non schierare candidati rilevanti.
Al secondo posto si è classificato Count Binface, il personaggio satirico noto per indossare un cestino dell’immondizia in testa, con 9.455 voti (circa il 26,9%). Farage ha bollato il suo avversario come «il candidato dell’establishment», citando l’attenzione mediatica ricevuta dallo sfidante. La rielezione dell’ex protagonista della Brexit ha suscitato critiche da parte dei maggiori partiti, a cominciare dal Labour: la presidente Bridget Phillipson ha osservato che il successo elettorale «non lo scagiona» dalle indagini in corso sui finanziamenti a Reform, tra cui accertamenti della Metropolitan Police e del comitato per gli standard parlamentari.
Farage non era presente durante lo spoglio, tenutosi di notte al Clacton Leisure Centre; Reform aveva parlato di una «minaccia» alla sua sicurezza. La polizia, pur indicando un dispositivo di sicurezza per la serata, non aveva sconsigliato la partecipazione dei candidati.

