6 Agosto 2026

Gattuso alla Lazio, fiocca l’ufficialità: ultimo treno e Mission Impossible

Trascorsi dieci giorni dalla prima visita a Formello dove ha già iniziato a riempir armadietti e spogliatoi, curiosamente un mese dopo a quel lunedì 25 maggio in cui si trovò accordo e quadra definitiva una volta che Lotito sciolse definitivamente le risorse, oggi fiocca finalmente la fatidica ufficialità: Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della…
23 Giugno 2026
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Trascorsi dieci giorni dalla prima visita a Formello dove ha già iniziato a riempir armadietti e spogliatoi, curiosamente un mese dopo a quel lunedì 25 maggio in cui si trovò accordo e quadra definitiva una volta che Lotito sciolse definitivamente le risorse, oggi fiocca finalmente la fatidica ufficialità: Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della Lazio. 

“La S.S. Lazio S.p.A. comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra al sig. Gennaro Gattuso. La Società accoglie con soddisfazione il nuovo allenatore, nella convinzione che la sua esperienza, professionalità e determinazione possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi sportivi del Club”.

ULTIMO TRENO Col comunicato diramato nel primo pomeriggio del martedì, la Lazio volta pagina al Sarri bis chiuso tra mille dispiaceri e malumori e riparte dal carattere dell’ex CT della nazionale. Solo lui, forse, avrebbe potuto accettare un contesto così delicato: una vera e propria Mission Impossible. Non sarà bloccato come l’estate scorsa, ma sarà comunque mercato a saldo zero: la Lazio non può spendere più di quanto incasserà. Ma Ringhio non aveva scelta: era l’ultimo treno a determinati livelli per la sua carriera, dopo anni di prematuro tramonto in Croazia e delusione in Nazionale.

MISSION IMPOSSIBLE Il quadro è delicatissimo soprattutto a livello ambientale. Prosegue incessante, quasi solenne, la contestazione: il tifo organizzato non s’abbonerà e diserterà l’Olimpico anche quest’anno. In più, Gattuso non è certamente nome che scalda entusiasmo, sogni o palati. Ha una montagna da scalare, insomma. Soprattutto con una squadra che quasi certamente perderà tutti i suoi pezzoni: c’è già una retroguardia da ricostruire, viste le imminenti partenze di Gila, Romagnoli e Provedel. Compito delicatissimo, ambiente ancora di più.