Un canale sicuro per rifornire di cocaina le piazze di spaccio del Sud Pontino, con la base operativa a Gaeta e i fornitori fissi nell’area metropolitana di Napoli. È lo scenario scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Formia e della Tenenza di Gaeta che, alle prime luci dell’alba di oggi, hanno fatto scattare un’operazione antidroga. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Cassino su richiesta della Procura, nei confronti di sei persone. Le accuse per loro, a vario titolo e in concorso, sono pesanti: detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti.
L’operazione di oggi è il risultato di una complessa indagine portata avanti per tutto il 2023. I Carabinieri di Gaeta, supportati dalla Sezione Operativa del NORM di Formia e coordinati dalla Procura di Cassino, hanno scavato a fondo per mesi, arrivando a iscrivere nel registro degli indagati un totale di quindici persone.
Per incastrare i sospettati e documentare lo spaccio, gli investigatori hanno messo in campo un vero e proprio arsenale tecnologico e strategico: intercettazioni telefoniche e ambientali, telecamere nascoste per i video-pedinamenti, oltre ai classici servizi di osservazione e controllo sul territorio. Questo ha permesso di ricostruire una fitta rete di contatti e di capire come funzionava il business.
Il meccanismo era ben oliato: la cocaina veniva acquistata a Napoli e trasportata fino a Gaeta. Per evitare i controlli stradali, gli indagati utilizzavano il collaudato sistema delle “staffette”: auto che precedevano il carico per verificare la presenza di posti di blocco delle forze dell’ordine. Una volta arrivata a Gaeta, la droga veniva distribuita sia in città che nei comuni limitrofi, usando accorgimenti continui per sfuggire ai controlli. Nel corso dei mesi di indagine, i Carabinieri avevano già assestato duri colpi alla rete, arrestando quattro persone in flagranza di reato e sequestrando in totale circa 250 grammi di cocaina.
Stamattina è arrivata la chiusura del cerchio con le decisioni del GIP. Il giudice ha disposto l’obbligo di dimora per tre dei principali indagati: A.T. (59 anni), D.O. (44 anni) e S.M. (56 anni). Per gli altri tre, G.T. (35 anni), G.T. (36 anni) e M.T. (30 anni), è scattato invece l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria per la firma.

