Ieri i poliziotti hanno rintracciato il soggetto a Sant’Elia Fiumerapido, presso la struttura residenziale terapeutico-riabilitativa dove era domiciliato. Dopo le formalità di rito, gli agenti lo hanno trasferito nella Casa Circondariale di Cassino.
La reclusione scaturisce da un iter processuale rapido ed efficace, conclusosi nel 2025. Il Tribunale Ordinario di Roma ha emesso la sentenza di primo grado, confermata poi a stretto giro dalla Corte d’Appello capitolina. Trattandosi di reati contro la persona, la doppia pronuncia conforme ha accelerato i tempi per l’irrevocabilità della pena. L’ordine di carcerazione scatta infatti solo quando la condanna diventa definitiva, trasformando la custodia cautelare o il domicilio terapeutico in vera e propria esecuzione della pena detentiva.
L’uomo era già ampiamente noto alle forze dell’ordine. Il suo fascicolo evidenzia infatti numerosi precedenti per minacce, danneggiamenti, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Fino a ieri il quarantenne si trovava in una struttura terapeutico-riabilitativa. Questo genere di comunità ospita soggetti che necessitano di cure psichiatriche e percorsi di reinserimento. Tuttavia, davanti a una sentenza passata in giudicato per reati di tale gravità, il percorso riabilitativo esterno si interrompe per lasciare spazio alla detenzione in carcere, dove l’uomo continuerà a essere monitorato dal personale sanitario della Casa Circondariale.

