10 Giugno 2026

Frusinate – Gestione illecita rifiuti, sequestrato sito industriale: per il G.I.P. c’era un “pericolo per la salute pubblica”

Il blitz di Carabinieri e ARPA Lazio ha fatto scattare i sigilli a capannoni e container per violazione delle prescrizioni ambientali. Deferito in stato di libertà il legale rappresentante della società
23 Maggio 2026
aquino frusinate rifiuti
I carabinieri nel deposito di rifiuti
I Carabinieri di Aquino, con l’ARPA Lazio, hanno sequestrato uno stabilimento di gestione rifiuti nel frusinate a seguito di un controllo del 6 maggio scorso che ha rilevato stoccaggio illecito, rischi ambientali e impianti non conformi. Il provvedimento del G.I.P. di Cassino, che coinvolge l’intera area e numerosi materiali, ha portato al deferimento in stato di libertà del legale rappresentante della società.

La ricostruzione
dell’operazione

“Prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio ambientale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone. In una recente operazione, i militari della Stazione di Aquino hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cassino su richiesta della locale Procura della Repubblica, ponendo i sigilli a diverse aree e materiali presso uno stabilimento industriale della zona specializzato nella gestione di rifiuti. L’operazione è nata da un controllo ispettivo condotto dai Carabinieri di Aquino unitamente al personale tecnico dell’ARPA Lazio.
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L’accesso ispettivo, avvenuto il 6 maggio scorso, era volto a verificare la conformità dello stabilimento — autorizzato per la lavorazione di rifiuti non pericolosi — rispetto alle normative vigenti e alle prescrizioni ambientali. Nel corso dell’attività, i militari e i tecnici dell’ARPA hanno riscontrato una gestione del sito profondamente diversa da quella autorizzata. In particolare, sono state accertate diverse criticità:
– stoccaggio fuori norma: ingenti quantità di rifiuti (tra cui plastiche, raee, ingombranti e componenti meccaniche) erano accumulate in aree destinate esclusivamente al transito o comunque non previste dai titoli autorizzativi.
– rischi per il suolo e l’aria: molti materiali, inclusi rifiuti speciali pericolosi, erano detenuti in cassoni privi di copertura e posizionati su pavimentazioni deteriorate o prive di sistemi di impermeabilizzazione, restando così esposti agli agenti atmosferici.
– impianti non funzionanti: è stata rilevata l’assenza di idonei sistemi di raccolta delle acque meteoriche, con pozzetti ostruiti e impianti di trattamento inattivi al momento del controllo.
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A seguito delle risultanze emerse, la Procura della Repubblica di Cassino ha richiesto la convalida del sequestro d’urgenza. Il Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la tesi degli inquirenti, ha confermato il provvedimento ravvisando un concreto pericolo che la libera disponibilità del sito potesse aggravare le conseguenze dei reati, con potenziali danni per l’ambiente e la salute pubblica. L’intera area interessata dalle violazioni, comprensiva di decine di container e di un grande capannone, è stata posta sotto sequestro. Il legale rappresentante della società è stato deferito in stato di libertà per attività di gestione e stoccaggio di rifiuti in violazione delle prescrizioni»