I residenti sospettano che molti svuotino i pozzi neri direttamente nel fiume per via dei pochi controlli. A questo si aggiunge l’inquinamento stagionale: Stefano Ceccarelli, presidente di Legambiente Frosinone, evidenzia che durante la spremitura delle olive i frantoi lasciano sul fondo una melma residua.
La forte siccità e i prelievi d’acqua illegali hanno ridotto il fiume a un rigagnolo che non riesce più a pulirsi. Anche le famose cascate dello Schioppo, alle porte di Frosinone, sono sommerse dai rifiuti. I volontari puliscono spesso, ma le piene smuovono il fondo e fanno riemergere vecchie discariche abusive piene di plastica, gomme di trattori e persino amianto. Questa melma impermeabilizza il fondale e blocca la vita. Tutto accade proprio mentre i comuni annunciano la futura rinascita del parco fluviale. Senza una rete fognaria e vere sanzioni, il fiume Cosa rischia di diventare una fogna a cielo aperto.

