31 Ottobre 2026

Frosinone, scatta l’ora del D-Day per la maggioranza: o Presidente dell’aula o tutti a casa

Dopo il flop scontato della prima convocazione, stasera alle 18:30 il centrodestra si gioca il tutto per tutto per eleggere il Presidente dell'aula. Senza i numeri per Fabrizi, si va verso il commissariamento
14 Ottobre 2026
Riccardo Mastrangeli, sindaco di Frosinone
Il sipario della politica frusinate si alza stasera per l’atto più drammatico, forse l’ultimo, di una crisi che sta logorando il capoluogo ciociaro. Alle ore 18:30 è prevista la seconda convocazione del Consiglio comunale. Un appuntamento cruciale che arriva dopo il flop scontato di ieri, quando nell’aula di Palazzo Munari si sono presentati appena cinque consiglieri su trentatré, certificando la paralisi istituzionale. La seduta deserta della prima convocazione era ampiamente prevista, una mossa tattica e d’attesa nel gioco a incastri dei veti incrociati. Oggi, però, i margini di manovra sono azzerati: per la maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli è formalmente iniziato il giorno più lungo.

In discussione c’è un unico, pesantissimo punto all’ordine del giorno: l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale (vacante ormai da mesi) e dell’ufficio di presidenza. Una votazione che non è più solo una formalità istituzionale, ma una spietata conta politica. Dopo l’azzeramento lampo della Giunta attuato da Mastrangeli nel disperato tentativo di resettare la coalizione e stanare gli alleati, stasera i nodi arrivano al pettine. Il candidato forte della Lista Ottaviani, Gianpiero Fabrizi, ha bisogno di 17 voti per blindare lo scranno più alto dell’aula e far ripartire la macchina amministrativa.

Il centrodestra si trova di fronte a un bivio senza ritorno: o si ritrova la coesione sul nome di Fabrizi, archiviando lo stallo che dura da mesi, oppure calerà definitivamente il sipario sull’esperienza amministrativa nata nel 2022. Senza i numeri necessari per far quadrare il quorum ridotto della seconda convocazione, le dimissioni di Mastrangeli diventeranno irrevocabili entro fine mese, aprendo le porte al commissariamento prefettizio del Comune.

Le diplomazie dei partiti hanno lavorato febbrilmente per tutta la notte tra veti su deleghe e posizionamenti regionali. Alle 18:30 la parola passerà finalmente ai numeri dell’aula: dentro o fuori.