Sull’impianto pende infatti la spada di Damocle dell’Anac (l’Autorità Nazionale Anticorruzione), che ha aperto un fascicolo dopo la protesta formale presentata il 24 settembre dall’avvocato Sonia Santoro. Il legale rappresenta la Bellator Frusino SSD, società che si è unita ad Around Sport per la gestione della piscina. L’autorità ha chiesto formalmente al Comune di Frosinone, alla Stazione Unica Appaltante e ai rivali della Gladiators Swim God di fermare la consegna delle chiavi per evitare guai peggiori. Il termine di cinque giorni per presentare le difese scade oggi, ma l’invito a iscriversi dimostra che l’avviso dell’Anac non è stato ascoltato.
La lite è scoppiata dopo il bando dell’11 settembre per l’affidamento della piscina per due anni. La classifica temporanea vede al primo posto i romani della Gladiators Swim God (legati alla Polisportiva Delta) con 78,23 punti, mentre Bellator è seconda a quota 74,38. Il distacco è minimo: appena 3,85 punti.
La Bellator contesta il fatto che alla Gladiators siano stati dati 7,20 punti per il legame con il territorio, un punteggio ottenuto grazie alla collaborazione con la S.S. Lazio Nuoto, che però non partecipava alla gara. Togliendo questi punti, la Gladiators scenderebbe a 71,03 e Bellator vincerebbe l’appalto.
C’è anche un altro dubbio: un aumento record del 196% sul prezzo base offerto da Asd Swimming Club ETS (arrivata dietro alle prime due società), su cui nessuno avrebbe indagato come invece avrebbe dovuto (e che offre ai secondi classificati un altro appiglio, una sorta di Piano B, per contestare la regolarità dell’intera gara nel caso non sia ritenuta sufficiente la prima contestazione). E così, mentre l’Anac valuta il caso, il futuro della piscina resta quindi incerto, anche se i moduli per iscriversi sono già pronti e la data di ripresa delle attività è segnata in rosso sul 15 ottobre.

