Pizzutelli definisce il momento amministrativo “decisivo e delicato”, fissando come priorità assoluta il ritorno alla normalità istituzionale per sbloccare i progetti strategici della città: “La posizione del Polo Civico è molto chiara: assicurare l’elezione del Presidente del Consiglio comunale in modo da ripristinare il corretto funzionamento degli organi istituzionali apicali dell’ente, consentire il completamento di una consiliatura importante e fruttuosa e non correre il rischio di poter perdere dei fondi importanti per lo sviluppo della città”.
L’apertura al dialogo è legata al recente azzeramento della giunta da parte del sindaco, una mossa che secondo Pizzutelli “consente spazi di ricomposizione importanti alla coalizione”. Tuttavia, il supporto non sarà privo di conseguenze interne ed esterne. Da un lato, Pizzutelli impone una rigida disciplina di scuderia, minacciando l’espulsione per i dissidenti: “Il Polo Civico sarà presente in aula a votare e chi non lo farà non potrà essere ricandidato nella nostra lista e sarà inevitabilmente lontano dai canoni e dai confini della civica”.
Dall’altro, il leader lancia un veto politico invalicabile al primo cittadino: “Anticipiamo al Sindaco Riccardo Mastrangeli che non faremo maggioranze con il partito di Roberto Vannacci. Sì alle elezioni immediate del Presidente del Consiglio e no a maggioranze e governi con i Vannacciani”.
Un chiaro sbarramento verso l’estrema destra che ridisegna i confini della coalizione. Le prossime 24 ore in Aula diranno se Mastrangeli riuscirà a salvare la sua amministrazione o se Frosinone scivolerà verso il commissariamento.

