FROSINONE – A dispetto dell’estate più ricca e colpi alla mano più prosperosa dell’intera storia frusinate con oltre 40 milioni di euro investiti sul mercato dalla nuova proprietà americana Clara Vista, il Frosinone di Alvini ma in questo caso soprattutto del DS Castagnini ha chiuso il calciomercato con una significativa delusione: non esser riuscito a piazzar tanti calciatori che col salto di categoria non appartengono più ai piani futuri del club.
Certo, restano in piedi altri mercati come quelli esotici, per qualche giorno resisterà ancora viva la possibilità di spedire qualche esubero in Turchia o in Arabia. Ma sono mercato che puntano a ben altri profili, non sarà semplice. Perché qui si parla di elementi preziosi in cadetteria ma che, col livello che il Frosinone vuol raggiungere o forse dopo Firenze ha persino già raggiunto, non possono trovar più spazio.
Gelli, top player in B, resta pezzone per esempio in cadetteria: lo voleva il Bari, s’è trattato fino all’ultimo respiro pure allo Sheraton Hotel di Milano San Siro, ma niente da fare. Rimasto alla base così come un altro elemento che in B può narrar eccome, Koné. Anche Koutsoupias stesso, mezzala preziosissima per la promozione tanto per farvi capire l’evoluzione del team, è rimasto alla base malgrado l’interessante sondaggio del Werder Brema. Per Cichero, invece, non è pervenuta alcuna proposta, nemmeno dalle serie inferiori.
Sono tanti, tantissimi i calciatori a Frosinone, in questo momento storico. Sono trenta, in tutto. Ecco perché la società non ha proceduto al colpo last minute. Già l’abbondanza è enorme, meglio non alimentarla. Tra chi è rimasto, ma in questo caso era un vero e proprio obiettivo, c’è Ghedjemis; pupillo d’Alvini, si riprenderà il posto in alto a destra, pronto a ricomporre il tridente con Kvernadze e Raimondo. Frastornato ma forse anche lusingato da sirene estere, alla fine il gioiello è rimasto: sarà parte preponderante dell’autunno giallazzurro.

