
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, supportati dai militari delle Compagnie di Frosinone e Anagni. Il blitz si è concluso con l’arresto in flagranza di quattro persone, sorprese proprio mentre preparavano le dosi da immettere sul mercato locale: in manette sono finiti un italiano di 66 anni, un cittadino di origini eritree di 53 anni (entrambi residenti a Frosinone) e due cittadini albanesi di 30 e 22 anni.
L’indagine è nata grazie a discreti servizi di appostamento e pedinamento nella zona, dove i militari avevano notato un sospetto e continuo viavai attorno all’abitazione. Prima di fare scattare l’irruzione, i Carabinieri hanno fermato e controllato due clienti della zona subito dopo l’acquisto, trovati in possesso di una dose di cocaina e una di crack. I due assuntori sono stati immediatamente segnalati alla Prefettura.
Una volta isolata e circondata la struttura, è scattato il blitz fulmineo, che ha neutralizzato il sistema di telecamere esterne collegate ai monitor interni con cui i malviventi sorvegliavano gli accessi. All’interno della casa, tre degli indagati erano seduti attorno a un tavolo adibito a laboratorio per la cottura e il confezionamento dello stupefacente. Alla vista dei militari, i due cittadini albanesi hanno tentato una disperata fuga a piedi scalzi lungo il greto del fiume Cosa, ma sono stati subito rincorsi, localizzati e bloccati.
La successiva perquisizione ha svelato la complessa organizzazione del giro d’affari. Sul tavolo i Carabinieri hanno trovato un fornelletto da campeggio ancora acceso, utilizzato per trasformare la cocaina in crack. Tra i materiali sequestrati figurano un barattolo di vetro con circa 350 grammi di cocaina liquida in fase di lavorazione, una palla di cocaina da 58 grammi nascosta in un borsello, oltre a diverse dosi di crack e cocaina recuperate anche sul pavimento.
Nel “fortino” sono stati inoltre sigillati tre coltelli intrisi di droga, l’intero impianto di videosorveglianza, tre telefoni cellulari e la somma in contanti di 1.765 euro in banconote di vario taglio. La contabilità dell’attività illecita veniva registrata minuziosamente su agende e quaderni manoscritti, uno dei quali è stato rinvenuto all’interno di una Mercedes in uso al gruppo.
La posizione dei due cittadini albanesi si è ulteriormente aggravata dopo le verifiche sulla regolarità del loro soggiorno. Il 30enne è stato arrestato anche per la violazione delle norme sull’immigrazione, essendo rientrato abusivamente in Italia nonostante due espulsioni eseguite nel 2023 e nel 2026. Al più giovane, invece, è stato contestato il reato di immigrazione clandestina. Tutti e quattro gli arrestati sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

