PARIGI – La Francia prepara una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il Regno Unito annuncia un sostegno militare difensivo all’Arabia Saudita contro gli attacchi degli Houthi.
La proposta francese punta a coinvolgere gli Stati Uniti e gli altri partner internazionali per favorire la riapertura della strategica rotta marittima. Il presidente Emmanuel Macron ha affrontato la crisi anche con Donald Trump durante un incontro a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Secondo Macron, il colloquio è stato “molto costruttivo”. I due leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente e della necessità di garantire maggiore sicurezza alle rotte utilizzate per il trasporto del petrolio. Macron ha inoltre riferito di aver parlato con Trump della guerra in Ucraina e della necessità di aumentare il sostegno a Kiev, in particolare attraverso la fornitura di intercettori.
Sul fronte diplomatico, i ministri degli Esteri del G7 hanno condannato la prosecuzione degli attacchi lanciati dallo Yemen contro l’Arabia Saudita. I Paesi del G7 hanno chiesto agli Houthi, sostenuti dall’Iran, di cessare immediatamente le operazioni militari.
La situazione resta intanto tesa anche lungo le coste yemenite del Mar Rosso. Secondo quanto riferito dalla rete televisiva Al-Masirah, legata al movimento Houthi, l’aviazione saudita avrebbe effettuato almeno tre bombardamenti contro Al-Makha, città portuale sulla costa del Mar Rosso. La stessa fonte riferisce di 14 civili feriti, tra cui donne e bambini. Il dato non risulta al momento verificato in modo indipendente.
Intanto il Regno Unito ha annunciato un sostegno militare all’Arabia Saudita. Il primo ministro britannico Andy Burnham ha confermato che Londra fornirà assistenza esclusivamente per il rifornimento in volo degli aerei sauditi impegnati in missioni difensive contro gli Houthi. La misura è stata adottata dopo una richiesta di assistenza da parte di Riad e, secondo quanto riferito dal governo britannico, avrà carattere temporaneo. Londra ha precisato che il supporto sarà limitato alle attività di rifornimento aereo e non comporterà, in questa fase, un coinvolgimento britannico diretto nelle operazioni offensive.

