I fagioli in scatola possono contenere tracce di bisfenolo a (BPA), una sostanza tossica per la riproduzione e il sistema immunitario. Lo rivela un nuovo test
I fagioli in scatola rappresentano una scelta pratica e veloce in cucina: basta aprire la lattina e utilizzarli come più ci piace. Tale comodità, però, ha un rovescio della medaglia: nelle scatolette può essere presente il bisfenolo A (BPA), una sostanza chimica che può migrare nei legumi.
Il bisfenolo A (BPA) è considerato un interferente endocrino ed è stato ufficialmente classificato dall’UE come probabilmente tossico per la riproduzione. L’esposizione a questa sostanza è stata associata a numerosi problemi di salute, tra cui disturbi ormonali e un aumento del rischio di malattie croniche.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha evidenziato anche possibili effetti sul sistema immunitario, anche a dosi minime. Di conseguenza, ha drasticamente abbassato la dose giornaliera tollerabile (TDI), fissandola a un livello 20.000 volte inferiore rispetto a prima: 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo.
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