Sono ore straordinarie per Kimi Antonelli. L’indomani del successo canadese è ancor più florido. Perché s’è trattato di un vero e proprio tuffo nella storia. Un vero e proprio film, come se le divinità della Formula Uno avessero deciso di scrivere la sceneggiatura perfetta.
Per quanto con quel filo di rimpianto e malinconia ammiriamo il giovane predestinato bolognese succedere con una scuderia differente dalla Ferrari, il tifoso e appassionato di motori azzurro non può che riempirsi il cuore d’orgoglio ad ammirar un giovane fenomeno scrivere pagine così radioso di Formula Uno.
Ieri sera Kimi Antonelli ha vinto il suo quarto GP di fila. Da quando è partito, non s’è più fermato. Schumacher e Senna, pensate, due assoluti mostri sacri, si erano fermati a tre. In questa speciale classifica e sfumatura, compie già il primo tuffo nella storia. Supera due leggende, mai nessuno da quando aveva iniziato a vincere l’aveva fatto con la sua continuità.
Ed anche la premiazione, oltre che la gara, ha avuto qualcosa di leggendario. Perché è sembrato quasi che lo straordinario sussulto di un Hamilton che ha voluto dimostrare al mondo di sentirsi ancora vivo e capace di imprese, abbinato al terzo posto del più grande mostro degli ultimi anni come Max Verstappen, sia stato un vero e proprio passaggio del testimone: Kimi, sul gradino più alto del podio, accompagnato da undici Mondiali. Che lo omaggiano, che lo incoronano.

