4 Luglio 2026

Ex Ilva, De Palma: “Serve serietà, basta con le dichiarazioni di Urso. Meloni si occupi del dossier”

“Jindal? Fino all’altro giorno discutevano degli azeri, poi del fondo Flacks. Bisogna avere la serietà dei tavoli istituzionali, non continuare con le dichiarazioni alla stampa. La premier Meloni prenda in mano il dossier”. Ad attaccare è il segretario generale della Fiom Michele De Palma, a margine di una conferenza stampa, sull’incontro tra il ministro delle…
4 Marzo 2026

(Adnkronos) – L’escalation tra Israele, Stati Uniti e Iran apre una fase di forte incertezza per l’intero Medio Oriente. L’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, i raid israeliani e le ritorsioni di Teheran stanno ridefinendo equilibri già fragili, mentre il conflitto si estende al Golfo e mette sotto pressione rotte energetiche e traffici commerciali globali.

In questo contesto, il futuro dell’Iran resta una delle incognite principali: è davvero possibile un cambio di regime? E un Iran indebolito renderebbe la regione più stabile o potrebbe generare nuove crisi?

Secondo Valeria Talbot, responsabile del Centro Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi e docente di studi mediorientali, la situazione è estremamente fluida e gli scenari restano aperti.

In questa intervista con l’Adnkronos analizza la possibile tenuta del regime iraniano, il ruolo delle Guardie della rivoluzione, la posizione prudente dell’Arabia Saudita e il rischio che il Medio Oriente venga ridefinito unilateralmente dopo l’indebolimento dell’Iran.

Quanto è solido oggi il sistema di potere iraniano dopo gli attacchi e la morte di Khamenei?

La situazione interna è estremamente fluida. Da una parte vediamo una penetrazione molto profonda