SALISBURGO – Vincono tutte. Stavolta sì. Il secondo giovedì europeo della stagione spira particolarmente tricolore. Tutte vincenti: Milan, Juventus ed Atalanta. Alcune, tra l’altro, pure convincenti. Risposte importanti, ossigeno che fa comunque bene al nostro movimento, dopo la clamorosa Caporetto in Champions che ha descritto 4/4 sconfitte.
POKER MILAN Aveva già ben aperto il Milan d’Amorim a Salisburgo, che forse aveva già tracciato la strada. Una strada, quella austriaca, completamente arata: questo Cissé va fatto giocare, tripletta alla prima trasferta europea, avvertite le star sulle trequarti. Chiude e cala il poker finalmente Ramos, che si sblocca: che possa esser un segnale d’ottimismo e potenzial svolta anche per i richiesti gol in campionato? Bene pure le secondo linee, chi gioca di meno: segnali di crescita e professionalità. 0-4, soddisfazione rossonera, Europa stappata dopo la sconfitta all’esordio col Benfica.
REMUNTADA JUVE In serata, sempre in Europa League, arrivava pure la rimonta della Juventus per 2-1 in casa del Celta Vigo. Il titolo va agli attaccanti: nelle asturie, nella ripresa, ribaltano Woltemade e Kolo Muani, finalmente i gol delle punte. Juve ancora a due volti: lenta e superficiale nell’ennesimo primo tempo chiuso sotto, più efficace e verticale nella ripresa. Spalletti stavolta sorride e resta a punteggio pieno in Europa, ma serve continuità anche in campionato. Caso Conceicao, unico neo di una buona serata europea.
QUI BERGAMO In chiosa, in Conference, vince e convince pure l’Atalanta di Sarri. Prima giornata della terza competizione europea, maxi fase campionato più breve: 3-1 al Pafos a Bergamo, subito abbattuto dalle prime battute. Buona circolazione, buone trame, si inizia a vedere la nuova mano del comandante: Elmas, Raspadori e Scamacca, 3-1 e pratica ultimata tutta nel primo tempo, in tinta unita con quanto espresso lunedì scorso col Venezia. Unica nota stonata: ennesimo infortunio muscolare, si ferma ancora proprio Jack Raspadori, Sarri lamenterà ancora un calendario per il calcio di oggi decisamente troppo forsennato.

