16 Agosto 2026

Estate 2026, cresce il turismo nei borghi: soggiorni più lunghi e spesa in aumento, ecco le regioni più visitate

COSENZA - I piccoli borghi italiani si confermano sempre più protagonisti dell'estate 2026. Mentre le principali città d'arte continuano a fare i conti con il fenomeno dell'overtourism e adottano misure per contenere i flussi turistici, aumenta il numero di viaggiatori che sceglie le località minori, fermandosi più a lungo e generando maggiori ricadute economiche sui…
13 Luglio 2026
Liguria borgo da visitare.jpg
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COSENZA – I piccoli borghi italiani si confermano sempre più protagonisti dell’estate 2026. Mentre le principali città d’arte continuano a fare i conti con il fenomeno dell’overtourism e adottano misure per contenere i flussi turistici, aumenta il numero di viaggiatori che sceglie le località minori, fermandosi più a lungo e generando maggiori ricadute economiche sui territori.

È quanto emerge dall’analisi di oltre 7.300 prenotazioni effettuata da Ruralis, realtà attiva nello sviluppo del turismo diffuso nei piccoli Comuni.

Secondo lo studio, la permanenza media è passata da 2,35 a 3,44 giorni, con un incremento del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Parallelamente cresce anche la spesa media per prenotazione, salita da 269 a 469 euro, pari a un aumento del 74%, grazie a soggiorni più lunghi e a una domanda orientata verso strutture ricettive di qualità superiore.

Per il ceo di Ruralis, Nicolas Verderosa, il fenomeno rappresenta un’opportunità concreta per i territori meno conosciuti. “Chi sceglie un borgo oggi non si limita a una visita di poche ore, ma resta più giorni, utilizza i servizi locali e contribuisce all’economia del territorio. È un modello che favorisce il recupero del patrimonio immobiliare e rappresenta un importante strumento di contrasto allo spopolamento delle aree interne”.

Anche la distribuzione geografica dei flussi turistici evidenzia un cambiamento. Le regioni che registrano la crescita più marcata nelle prenotazioni per l’estate 2026 sono Molise, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna e Abruzzo, con il Molise che guida la classifica.

Tra i casi più significativi figura Scalea, in provincia di Cosenza, dove il livello delle prenotazioni per il mese di agosto ha già raggiunto il 32%, rispetto al 28% registrato nello stesso periodo del 2025. Anche luglio mostra un incremento, passando dal 20 al 22%.

La tendenza trova conferma anche nelle analisi del Centro di Ricerca Divulgativo della Rome Business School, secondo cui il turismo italiano sta vivendo una progressiva redistribuzione dei flussi verso destinazioni meno battute, capaci di offrire esperienze autentiche e sostenibili. A favorire questo cambiamento contribuisce anche la crescente abitudine dei viaggiatori a organizzare le vacanze sotto data: oltre il 40% delle prenotazioni in Europa viene infatti effettuato entro trenta giorni dalla partenza, un comportamento che premia sempre più le mete di prossimità e i piccoli borghi.