Il sultano Ahmed bin Sulayem, 70 anni, era una delle figure predominanti a Dubai, legato alla dinastia Maktoum che ha regnato per oltre 40 anni negli Emirati. Ma questo non è stato sufficiente a salvare gli incarichi e il prestigio: il nome di bin Sulayem compare in modo massiccio negli Epstein files – una corrispondenza durata un decennio – e così il sultano è stato rimosso dal doppio incarico al vertice del colosso logistico Dubai Port World (DP World): stop alla carica di presidente del consiglio di amministrazione e stop a quello di amministratore delegato.
In una delle foto messe a disposizione dal Dipartimento di Giustizia americano (DOJ), si vedono due uomini in tshirt dentro una cucina. Uno di loro veste una maglietta firmata, porta i baffi e gli occhiali, ed è impegnato a preparare una pietanza: è il sultano; l’altro, con una maglia bianca e i capelli brizzolati, è Jeffrey Epstein.
Negli scambi di messaggi il finanziere pedofilo definisce bin Sulayem “divertente” “colto”, “un maestro” e “migliore e fidato amico”. Gli scambi di email tra i due comprendono materiale
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