Una nuova variante di COVID-19, denominata XEC, è emersa di recente, attirando l’attenzione degli esperti che la considerano una potenziale minaccia futura. Il 2024 è stato caratterizzato da una sorta di “estate del COVID”, con il virus che ha fatto sentire la sua presenza in eventi sportivi di rilievo come le Olimpiadi di Parigi e il Tour de France. Negli Stati Uniti, si è registrato un costante aumento dei casi, portando a una maggiore preoccupazione.
Nonostante il SARS-CoV-2 non segua necessariamente un modello stagionale, con l’avvicinarsi dell’inverno nell’emisfero settentrionale, molte persone stanno monitorando da vicino le statistiche del COVID, considerando anche l’arrivo di altre infezioni tipiche di questa stagione, come l’influenza. Attualmente, la variante dominante negli Stati Uniti, secondo i dati dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), è ancora il ceppo KP.3, KP.3.1.1, responsabile del 52,7% dei casi positivi.
L’albero genealogico del virus COVID si è notevolmente complicato, con le varianti KP.3 che fanno parte del gruppo FLiRT, derivante a sua volta da JN.1. La variante originale FLuQE è stata soppiantata dalla KP.3, che a


