21 Settembre 2026

Egitto – Maxi sequestro di oltre 750 chili di droga, 12 persone condannate a morte

IL CAIRO - La conduttrice televisiva e produttrice Sarah Khalifa e altre undici persone sono state condannate a morte in Egitto per reati legati alla produzione e al traffico di stupefacenti. La sentenza è stata emessa dal tribunale penale del Cairo e, secondo quanto riferito dai media egiziani, può ancora essere impugnata in appello. Come riportato…
7 Settembre 2026
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IL CAIRO – La conduttrice televisiva e produttrice Sarah Khalifa e altre undici persone sono state condannate a morte in Egitto per reati legati alla produzione e al traffico di stupefacenti. La sentenza è stata emessa dal tribunale penale del Cairo e, secondo quanto riferito dai media egiziani, può ancora essere impugnata in appello.

Come riportato dal quotidiano egiziano Al-Ahram, il tribunale ha condannato Khalifa e gli altri undici imputati alla pena capitale mediante impiccagione, ritenendoli coinvolti nella costituzione di un’organizzazione criminale specializzata nell’importazione di sostanze destinate alla produzione di stupefacenti e alla loro successiva vendita.

Gli imputati sono stati inoltre condannati per il possesso e la detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni.

Nel corso delle indagini, le autorità egiziane avrebbero sequestrato oltre 750 chili tra sostanze stupefacenti e materie prime utilizzate per la loro produzione, oltre a strumenti e macchinari.

Il materiale sarebbe stato trovato all’interno di due appartamenti utilizzati come laboratori, secondo quanto riferito da Al-Ahram e da altri media governativi egiziani, tra cui Akhbar al-Youm.

Prima di emettere la sentenza, il tribunale aveva trasmesso il fascicolo al Gran Mufti d’Egitto per acquisire il parere religioso previsto dalla legge per i casi in cui viene richiesta la pena di morte.

La condanna, tuttavia, non è ancora definitiva: gli imputati hanno la possibilità di presentare ricorso contro la decisione del tribunale.

Sarah Khalifa è una figura conosciuta in Egitto per la sua attività nel mondo televisivo e della produzione. La vicenda giudiziaria che la coinvolge riguarda, secondo l’accusa, un’organizzazione dedita all’importazione di sostanze destinate alla fabbricazione di droghe.